Riforme o fine del Cav. di governo

16 AGO 20
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Il sostegno elettorale a Berlusconi nacque, almeno per molti di noi,dalla contingente necessità di evitare che "mani pulite" facesse politica per conto dei cittadini. Lo stesso sostegno ha assunto, negli anni, la speranza che il nuovo della politica incarnato da Silvio Berlusconi, oltre che badare a sé, avesse un poco di riguardo per le auspicate (da noi elettori) riforme. Ora non è più tempo di scuse, di provocazioni e bastoni fra le ruote: ci stufammo di essere comunisti e ipocriti, di osannare i Santoro, i Di Pietro e Travagli vari. Potremmo pure stufarci del Cav. che, mancando l'appuntamento con le riforme, perderebbe tutto lasciando ai soliti politicanti di mestiere una vittoria a tutto campo. Le riforme realizzate ci consentirebbero di affermare contro ogni obiezione morale, di stile e similari che gli scandali, le inchieste più o meno pilotate, le escort e le barzellette istituzionali e le veline al governo sono tutte cose di cui è valsa la pena.